Varzo

Varzo è posto a 568 mt. sul mare, in una ridente conca ai piedi della quale scorre il torrente Diveria che nasce in Svizzera, alimentato dal suo affluente Cairasca che scende dall'Alpe Veglia.
E' formato da 53 frazioni sparse sui declivi solati. Molte di queste frazioni sono abitate tutto l'anno.
Altre nel periodo della transumanza del bestiame. Varzo oggi conta 2034 (al 31/12/2016) abitanti.
Varzo offre la possibilità di belle e panoramiche passeggiate  sulle numerose sentieri e strade agricole comunali.

Appena oltrepassata la galleria di San giovanni, sulla Statale del Sempione, inizia il territorio del Comune di Varzo. La valle è ancora molto stretta e le pareti scoscese, fra di esse, il torrente Diveria, la S.S. del Sempione e la ferrovia si affiancano parallele, arrivando a Campaglia, prima frazione stabilmente abitata e zona indistriale, specialmente per la lavorazione del sasso.

A nord della Valle, che si apre ad anfiteatro su gradoni morenici, ricchi di boschi e campi coltivati e acque sorgive, si inclinano dolcemente, risalgono fino alle più alte cime e terminano nell'ampia conca dell'Alpe Veglia,

Alcune frazione che si incontrano sono Riceno e Salviggia, entrando poi in Varzo centro sorge la piazza principale (La Piazza proprio per antonomasia) che con un viale (Viale della Stazione), costruito appositamente per collegarla alla stazione ferroviaria dopo il traforo del Sempione (1906), porta sino al bivio della Statale.

Nel centro storico, situato sulla sponda sinistra del Rio di Varzo (noto come "Rì"), sorgono la Torre e la Parrocchiale, alla quale si accede dalla Piazza attraverso due scalinate, che portano ai piedi dell'imponente scalinata (19 gradini), di fronte alla chiesa parrocchiale a lato della quale, oltre la piazza del Municipo, troviamo la Torre (XIV Secolo.), massiccia, in pietra.

Dalla Piazza dietro la chiesa, un poco più avanti sulla strada che porta alla frazione Cattagna, sulla sinistra sorge la Casa di riposo comunemente detta "Ospedale" e che per circa 30 anni (dal 1934 al 1967) fu dotato di un Reparto Maternità.

Nell'omonima Piazza, adiacente al Piazzale Trieste di più recente costruzione, sorge un MONUMENTO a ricordo dei soldati varzesi caduti nelle due guerre mondiali

Dal centro del paese, inoltre, prendendo la strada che dal ponte sul Rì, curva a Sud, passando sotto il suddetto ponte, sul Viale della Rimembranza si giunge al Cimitero che subì vari spostamenti, sino al loco attuale.

Storia

Uno scorcio tra il passato ..... e il presente:  a destra 2017

Arivando da Crevoladossoa, il territorio di Varzo  inizia in una valle molto stretta che poi improvvisamente si allarga.
A questo fattore morfologico si vuol far risalire l'etimologia celtica del nome VARGO = VARZO, ossia varco, allargamento nella valle, mutandosi poi nel latino VARTIO - VARTIUM. Da ritrovamenti e scavi avvenuti a Briga e a Glis in Svizzera, si può affermare che a nord del Sempione vivevano uomini già nell'età della pietra lavorata, cioè attorno ai 2000-1500 anni a.C. Si può presumere, benché non ci siano testimonianze concrete, che alla stessa epoca, anche a sud del Sempione, cioè a Varzo, ci fossero degli insediamenti umani. I primi abitatori furono i Liguri, seguiti dai Celti (molte parole del nostro dialetto sono di origine celtica), dai Leponzi che diedero il nome di Lepontine alla catena alpina dei nostri monti.
Sotto l'Imperatore romano Augusto Varzo faceva parte delle Alpi Attrezziane.
Dal II° secolo d.C. Varzo passò successivamente sotto il dominio dei Cimbri, dei Teutoni, fino ai Burgundi, ai Lombardi, ai Franchi. 

Galleria elicloidale Varzo

Nell'Alto Medioevo, Varzo subì le incursioni dei Saraceni arrivati sin qui attraverso la via Romana. Questa via, riattata nei secoli, diventò la via Francisca, attraverso la quale passarono fiorenti commerci fra il Ducato di Milano e il Vescovato di Sion nel Vallese.
Nel 1321 vennero redatti i primi statuti della valle per regolare soprattutto i trasporti delle merci.
In questo periodo si ebbero numerosi scontri armati coi Vallesani per questioni di confini, che continuarono con alternante intensità fino al 1.800, quando Napoleone fece costruire la strada sull'attuale tracciato, dal Gen. Bethancourt e dall'Ing. Céard.
I commerci vennero intensificati e la pace sul confine si mantenne stabile.
Nel 1898 inizia il traforo ferroviario del Sempione, che terminerà nel 1905 con la prima galleria e nel 1921 con la seconda. Varzo divenne Comune degli anni 90 del XVIII° secolo.