ENCICLOPEDIA DEGLI ASINI

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L'asino domestico discenderebbe, secondo alcuni, dal selvatico africano (Equus asinus africanus) il cui mantello è fulvo e grigio. Gli asini selvatici vivono in branchi non molto numerosi e in località povere di vegetazione, pietrose e desertiche, grazie la sua grande sobrietà e resistenza, che gli consentono anche periodiche migrazioni, se si rendono necessarie per la scarsa disponibilità foraggera.

 
Razza Martina Franca:

Famosa in tutto il mondo per la sua taglia, la razza asinina di Martina Franca si alleva brada nei boschi delle masserie dell' agro di Martina Franca e dei Comuni limitrofi. La statura e la struttura morfologica rende l’ asino di Martina Franca particolarmente adatto al lavoro, al basto ed alla produzione del mulo, per la quale, ancora oggi, è particolarmente apprezzato e richiesto in tutto il mondo.

ORIGINI E ATTITUDINI: Razza di imponente grandezza, originaria delle Puglie (Martina Franca, Alberobello, Locorotondo, Ceglie Massapica, Noci, Mottola e Massafra, tra le province di Bari, Taranto e Brindisi). Deriva probabilmente dall'incrocio dei locali asini a mantello scuro con esemplari provenienti dalla Catalogna (razza asinina Catalana), largamente importati nella zona all'inizio del XVI secolo, durante il lungo periodo della dominazione spagnola. Frugale, si adatta molto bene ai terreni marginali e pietrosi. Veniva utilizzato per la soma e la produzione mulattiera. Attualmente è allevato nella zona collinare della Murgia sud-orientale, detta dei Trulli.

STANDARD DI RAZZA:

Mantello:

morello, con addome, interno delle cosce e muso grigi; muso ed occhiaie con alone focato, crini neri.

Testa:

Testa con fronte larga e piatta, non troppo pesante, ganasce ben sviluppate, arcate orbitali prominenti; orecchie lunghe e diritte, larghe alla base, bene attaccate e mobili, con padiglione peloso.

Collo:

Collo largo e muscoloso;

Spalla:

spalla giustamente inclinata e bene attaccata; garrese poco rilevato;

Linea dorso-lombare:

rettilinea, con regioni larghe, muscolose e armonicamente attaccate;

Lombi:

larghi e bene attaccati;

Groppa:

lunga, larga e muscolosa;

Petto:

ampio e muscoloso;

Torace:

bene sviluppato, preferibilmente profondo;

Gestazione:

nove lune, ovvero 12 mesi e 21 giorni;

Articolazioni:

larghe, spesso asciutte;

Piede:

ben diretto, solido e preferibilmente largo;

Temperamento:

Abbastanza vivace;


DATI BIOMETRICI
a 30 mesi (in cm):
maschi: altezza garrese: 132-150; circonferenza torace: 145; circonferenza stinco: 19
femmine: altezza garrese: 127-144; circonferenza torace: 140; circonferenza stinco: 17

DATI STORICI: Nei territori di Martina Franca e dintorni esistevano fin da epoca remota buoni stalloni asinini di forme sviluppate e di mantello piuttosto scuro, che furono poi migliorati dall'incrocio con un gruppo di asini spagnoli importati probabilmente negli ultimi secoli. Le favorevoli condizioni del suolo e del clima, da un a parte, le pazienti e meticolose cure di allevamento tradizionalmente praticate dagli allevatori delle Murge, dall'altra, hanno concorso, successivamente, alla formazione e perfezionamento dell'attuale Razza asinina di Marina Franca.

Le credenze locali sono concordi nel testimoniare che la Razza di Martina Franca discenda da soggetti autoctoni e da asini catalani importati in Puglia durante la dominazione spagnola. Discordanti sono, invece, le notizie circa la persona che avrebbe effettuato tale importazione: alcune fonti suggeriscono che l'importazione di asini catalani, insieme ad uno scelto gruppo di pecore merinos, venne effettuata direttamente per volere di una regina di Spagna nei suoi feudi pugliesi che si estendevano nei dintorni di Mottola, Ginosa, ecc.; altre fonti, invece, attribuiscono l'importazione di 15 soggetti asinini di origine spagnola ad uno dei Caracciolo, duchi di Martina, o ad uno degli Acquaviva, conti di Conversano, i quali introdussero questi animali nei loro magnifici e prestigiosi allevamenti al fine di migliorare i soggetti indigeni. Quest'ultima è sicuramente l'ipotesi più accreditata come dimostrano le testimonianze del nobile svizzero Carlo Ulisse De Salis Marchlins, il quale nella sua visita nella grande masseria di San Basilio, presso Mottola, di proprietà dei duchi di Martina, verso la fine del XVIII secolo, riferì di aver visto ed apprezzato oltre ai pregiatissimi cavalli del Duca, anche tre asini di imponente grandezza e di manto eccezionale che il Duca riservava esplicitamente per la produzione mulattiera