Un poco di Storia della Chiesa del Pasquè - Varzo  

Cenni storici ed informazioni varie sull’Oratorio del Pasquè estratti da una dettagliata e ben più ampia relazione prodotta nel 1995 da Fausto Lincio supportata da una minuziosa e scrupolosa ricerca negli archivi parrocchiali.

Ubicazione : Varzo (VB) -  Loc. Pasquè

Oratorio dedicato a : Madonna di Loreto

Anno di fondazione: non si conosce l’anno di fondazione del primo nucleo, probabilmente nulla più che una cappella con un altare della quale non rimangono più tracce nell’attuale edificio.

Fondatori: per il primo edificio la popolazione delle frazioni di Vaniullo, Casa Stanga, Casa Roggia, Casa Stefanino, mentre, per l’attuale edificio, si ricordano in modo particolare i sindaci di queste frazioni, Pietro Staiessi, Tommaso Roggia e Pietro Antonio Lorenzone.

Legati dell’oratorio:  1832 – legato della fu monaca Maria Trivelli e sempre dello stesso anno è il legato Giuseppe Mazzuri.     

Al 1861 legato del sig. Lorenzo Lorenzoni.   

Al 1920 data il legato di Celestino Allasia per la celebrazione di Messe in suo suffragio.

Ampliamenti e ristrutturazioni:  nel 1828 venne fatta richiesta al Vescovo Morozzo da parte del sindaco Staiessi per poter ampliare l’oratorio, insufficiente per le necessita della popolazione;  il permesso fu accordato il 27 ottobre dello stesso anno, ma già era stato steso il capitolato di costruzione il 4 di maggio.  Nel 1830 i lavori furono completati e nel 1831 il parroco di Varzo fu invitato dal Vescovo ad andare a consacrare il nuovo edificio di culto.

L’oratorio vide poi vari lavori di ristrutturazione straordinaria abbastanza consistenti, soprattutto per proteggerlo dall’umidità e per ripararne il tetto (1831, 1842, 1853).

Nel 1861 si decise di rifare il vestibolo antistante l’entrata della chiesa e poco dopo, nel 1865, si chiamò il pittore Fava per decorare l’edificio.

Gli ultimi grandi lavori di cui si abbia notizia sono dell’inizio del secolo: per il restauro del 1900 si paga un decoratore, nel 1911 si chiama il pittore Vigliani di Intra per abbellire l’oratorio ed infine nel 1824 “il Mazurri” dipinge l’oratorio (forse l’intonaco esterno).

Data di sconsacrazione e di riconsacrazione: l’Oratorio viene riconsacrato nel 1831, probabilmente dopo essere stato sconsacrato nel 1828 per permettere i lavori di ampliamento.

Festività celebrate e calendario delle attuali celebrazioni: attualmente l’Oratorio viene usato per celebrare le messe in suffragio dei frazionisti, qualche matrimonio e nel giorno della festa (che di calendario cade nella prima domenica di luglio).

Principali rendite dell’Oratorio: questo era uno degli oratori più ricchi.

Molti erano i lasciti di eredità che sono andati a beneficio di questa chiesetta (1850); 

sempre consistenti sono stati i ricavi dell’incanto fatto ogni anno il giorno della festa, tanto che l’Oratorio a partire dal 1851 acquista delle cartelle di deposito e delle obbligazioni (1870, 1873, 1878, 1891, 1908, 1923) e apre un conto presso la Cassa di Risparmio (1879) ed un altro presso la Cassa Postale (1884). 

Le rendite dell’Oratorio sono così consistenti che, oltre a coprire i vari interventi conservativi che vengono eseguiti negli anni, permettono agli amministratori di concedere dei mutui ai vicini.

Arredo sacro altare : Elegante altare a muro in marmo nero e granito rosa di Baveno. 

Il tabernacolo ha lo sportello di legno sul quale in rilievo sono effigiati un calice con ostia. 

La balaustra che delimita il presbitero è in granito rosa di Baveno. 

Lungo le pareti del presbitero corre una panca con schienale a muro in noce posta in opera già nel 1830 per la ristrutturazione dell’Oratorio. 

Come pala d’altare ora compare un pannello dipinto da I.Trabattoni nel 1943 rappresentante la Madonna di Loreto (con viso molto chiaro); questo pannello copre l’affresco della Madonna d’Oropa dipinta dal pittore Tosi nel 1830, coperto perché, probabilmente, rovinato dall’umidità.

Affreschi e quadri:  In una nicchia posta sopra la porta principale è posto un affresco rappresentante

la Madonna di Loreto dipinto nel 1887 dal pittore Bernardino Peretti;

a destra di questo, sempre sulla facciata, vi è un affresco ex-voto rappresentante San Camillo de Lollis commissionato dalla famiglia Provarello e dipinto da Polini nel 1935 (ora in cattive condizioni); 

sulla parete di sinistra della chiesa trovano posto, in due nichhie, un affresco della Vergine Assunta ed uno di Santa Maria Goretti, entrambi di fattura moderna;  sopra la porta principale, all’interno, è posta una grande tela rappresentante la Madonna di Loreto;

si contano inoltre un quadro, ancora ben conservato, di Maria Addolorata, un quadretto rappresentante la Sacra Famiglia ed una tela un poco più grande rappresentante Maria col bambino (entrambi in cattive condizioni) ed infine un ex-voto rappresentante S.Filomena, fatto dipingere da un Magliocco nel 1836. 

Fabbricieri:la Chiesa era amministrata da un fabbriciere che era anche il sindaco della zona, il periodo della carica durava in genere un anno a partire dalla prima domenica di luglio. L’elenco si ricava dai due libri dell’oratorio:

1827-28

Tommaso Roggia

1854-55

Pietro Antonio Roggia

1828-29

Pietro Giorgio Staiessi

1855-56

Gabriele Lorenzone

1829-30

Pietro Lorenzone

1856-57

Pietro Giuseppe Staiessi

1830-31

Giacomo Caramello

1857-58

Giorgio Mazzuri

1831-32

Pietro Stanga

1858-59

Tommaso Roggia

1832-33

Giovanni Giorgio Gavaggio

1859-60

Giorgio Dresco

1833-35

Giovanni Antonio Mazzuri

1860-61

Lorenzo Lorenzone

1835-36

Pietro Antonio Trivelli

1861-62

Antonio Storno

1836-37

Giorgio Baratta

1862-63

Giorgio Daverio

1837-38

Giovanni Dresco

1863-64

Paolo Mazzuri

1838-39

Pietro Antonio Roggia

1864-65

Lorenzo Lorenzone

1839-40

Lorenzo Lorenzone

1865-66

Lorenzo Dresco

1840-41

Pietro Stanga

1866-76

Giorgio Daverio

1841-42

Paolo Mazzuri

1876-79

Costantino Baratta

1842-43

Pietro Antonio Passello

1879-93

Giovanni Gavaggio

1843-44

Giorgio Dresco

1893-96

Costantino Baratta

1844-45

Giovanni Gavaggio

1896-1900

Carolina Staiessi

1845-46

Pietro Giuseppe Staiessi

1900-14

- Non individuati-

1846-47

Pietro Antonio Roggia

1914-24

Maria Dresco

1847-48

Giorgio Mazzuri

1924

Teresa Brunelli

1848-49

Tommaso Roggia

1924-80

 - in parte non individuati-

1849-50

Lorenzo Lorenzone

negli ultimi anni si sono succeduti:

1850-51

Giorgio Daverio

 - Edmondo Gavaggio

1851-52

Giovanni Gavaggio

 - Giovanni Montanari

1852-53

Paolo Mazzuri

 - Carla Casagrande

1853-54

Giorgio Dresco

1980-2007

Carmen Maiocchi

NOTIZIE VARIE SULLA MADONNA DI LORETO

 

Cos’è la “Santa Casa” racchiusa nel Santuario della Madonna di Loreto ?

E’ la casa abitata dalla famiglia della Vergine Maria a Nazaret e trasportata da lì sino a Loreto. Gli studi recenti delle pietre e dei graffiti e di altri documenti, purificando la tradizione da elementi leggendari, confermano e attestano l'autenticità della Santa Casa.

La Storia e la fama del Santuario iniziano proprio nel sec. XIII (10 dicembre 1294) con detto arrivo.

Perché è la patrona degli Aviatori ?

Secondo la tradizione cattolica, quando Nazaret, dove la Santa Casa di Nazareth si trovava, stava per essere conquistata nuovamente dai musulmani, che nel 1291 cacciarono via definitivamente i cristiani da Gerusalemme, un gruppo di angeli prese la Casa e la portò in volo fino a Loreto, transitando dapprima a Tersatto in Croazia e poi, essendo preda molto spesso di ladri oltre che di pellegrini, giunse nelle Marche arrivando a Loreto in più tappe. Una leggendaria monaca trecentesca avrebbe visto arrivare, avvolta in una nube, la casa di Maria a Nazareth, l’avrebbe quindi vista sostare nei pressi della chiesa di Portonovo su uno scoglio, e infine proseguire il suo volo per posarsi sul colle di Loreto.

Per questo motivo la Madonna di Loreto è venerata come patrona degli aviatori. La richiesta di proclamare la Madonna di Loreto Patrona degli aeronauti venne favorevolmente accolta da Papa Benedetto XV che emise il relativo Decreto il 24 marzo 1920, vigilia dell'Annunciazione del Signore.

Perché e detta “La Madonna Nera” ?

La Madonna di Loreto, detta anche Vergine Lauretana, è la statua venerata nella Santa Casa. Si tratta di una Madonna Nera: la sua particolarità è il volto scuro, comune alle icone più antiche

La Madonna di Loreto è di volto scuro perché rappresenta quanto citato nel "Cantico dei Cantici" dove si dice: “Bruna sono, ma bella” e più avanti alle amiche: “Non state a guardare che sono bruna perché mi ha abbronzata il sole” (1, 5-6). Ed il Sole è figura di Dio.

 

Interpretazioni e origini del colore scuro

 - Il colore del volto è stato alterato dal fumo (delle candele o di un incendio) o dall'alterazione dei pigmenti a base di piombo della pittura (è questo, ad esempio, il caso della Madonna di Montserrat in Spagna);

 - Le caratteristiche fisiognomiche del volto aiutano a comprendere che il colore è motivato da un adattamento alle caratteristiche di una popolazione non europea (è il caso di molte madonne africane e di Nostra Signora di Guadalupe in Messico).

 - La carnagione ocra, più o meno scura, delle icone bizantine (molto diffuse nell'Italia meridionale e nell'Europa orientale) nasce da una precisa scelta stilistica e teologica di non rappresentare personaggi sacri (non solo la Madonna, ma i Santi e Cristo stesso) come corpi nello spazio naturale, ma solo come evocazioni spirituali (cfr. iconografia cristiana (origini)).

Negli altri casi il valore simbolico dei loro volti neri resta sconosciuto per i più e misterioso anche per gli esperti, lasciando spazio a diverse ipotesi. Solo in rari casi l'indagine scientifica sul simulacro fornisce indicazioni utili: nel corso dei secoli, infatti, molte immagini sono state ridipinte più volte, alterate radicalmente nel corso di restauri o addirittura totalmente rimpiazzate o per il loro deperimento o per la perdita totale a causa di incendi, alluvioni o furti. Il culto, in genere, sembra essere molto più antico della documentazione a noi pervenuta, costringendo lo storico a cercare di fornire una valutazione critica del possibile contenuto di verità presente in resoconti leggendari.

Aneddoto
Quando la ciurma di Cristoforo Colombo è sorpresa dalla tempesta, Colombo fa il voto di inviare un pellegrino alla Santa Maria di Loreto,   « che si trova nel territorio di Ancona, terra del papa ; è la casa dove la Madonna ha fatto e ancora fa numerosi e grandi miracoli ».

 

Ordine dei cavalieri della Madonna di Loreto

Storicamente, è conosciuto un unico Ordine della Madonna di Loreto, o meglio dei Cavalieri Lauretani, fondato nel 1586 da Papa Sisto V per concretizzare un'idea del predecessore Paolo III. L'Ordine nacque al fine di proteggere dai saraceni la Santa Casa la quale, trovandosi (com'è noto) in terra marchigiana, ebbe nel sanguigno pontefice francescano originario di Grottammare un verace fedele ed uno strenuo paladino.

I cavalieri venivano dichiarati familiari di Sua Santità, e nobilitati del titolo di Conti Lateranensi. In tutto, pare che Sisto V ne nominò 260, ma a tanto sviluppo non conseguì altrettanta durata nel tempo: all'epoca di Napoleone l'Ordine risultava estinto da parecchio


 

 

PREGHIERA QUOTIDIANA NELLA SANTA CASA DI LORETO

Accendi, o Maria, la lampada della fede
in ogni casa d'Italia e del mondo.
Dona ad ogni mamma e ad ogni padre
il tuo limpido cuore,
affinché riempiano la casa della luce
e dell'amore di Dio.
Aiutaci, o Madre del sì,
a trasmettere alle nuove generazioni
la Buona Notizia che Dio ci salva in Gesù,
donandoci il Suo Spirito d'Amore.
Fa' che in Italia e nel mondo
non si spenga mai il canto del Magnificat,
ma continui di generazione in generazione
attraverso i piccoli e gli umili,
i miti, i misericordiosi e i puri di cuore
che fiduciosamente attendono il ritorno di Gesù,
frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!
Amen.

SUPPLICA ALLA MADONNA DI LORETO

O Maria Loretana, Vergine gloriosa, noi ci accostiamo fiduciosi a Te: accogli oggi la nostra umile preghiera.

L'umanità è sconvolta da gravi mali dai quali vorrebbe liberarsi da sola. Essa ha bisogno di pace, di giustizia, di verità, di amore e si illude di poter trovare queste divine realtà lontano dal Tuo Figlio.

O Madre! Tu portasti il Salvatore Divino nel Tuo seno purissimo e vivesti con Lui nella Santa Casa che noi veneriamo su questo colle loretano, ottienici la grazia di cercare Lui e di imitare i Suoi esempi che conducono alla salvezza.

Con fede e amore filiale, ci portiamo spiritualmente alla Tua Casa benedetta. Per la presenza della Tua Famiglia essa è la Casa santa per eccellenza alla quale vogliamo si ispirino tutte le famiglie cristiane: da Gesù ogni figlio impari l'ubbidienza e il lavoro; da Te, o Maria, ogni donna apprenda l'umiltà e lo spirito di sacrificio; da Giuseppe, che visse per Te e per Gesù, ogni uomo impari a credere in Dio e a vivere in famiglia e nella società con fedeltà e rettitudine.

Molte famiglie, o Maria, non sono un santuario dove si ama e si serve Dio, per questo Ti preghiamo affinchè Tu ci ottenga che ognuna imiti la Tua, riconoscendo ogni giorno e amando sopra ogni cosa il Tuo Figlio Divino.

Come un giorno, dopo anni di preghiera e di lavoro, Egli uscì da questa Casa santa per far sentire la Sua Parola che è Luce e Vita, così ancora dalle sante mura che ci parlano di fede e di carità, giunga agli uomini l'eco della Sua Parola onnipotente che illumina e converte.

Ti preghiamo, o Maria, per il Papa, per la Chiesa universale, per l'Italia e per tutti i popoli della terra, per le istituzioni ecclesiali e civili e per i sofferenti e i peccatori, affinchè tutti divengano discepoli di Dio.

O Maria, in questo giorno di grazia, uniti ai devoti spiritualmente presenti a venerare la santa Casa ove fosti adombrata dallo Spirito Santo, con viva fede Ti ripetiamo le parole dell'Arcangelo Gabriele: Ave, o Piena di grazia, il Signore è con Te!

Noi Ti invochiamo ancora: Ave, o Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa, Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti, Aiuto dei cristiani.

Tra le difficoltà e nelle frequenti tentazioni noi siamo in pericolo di perderci, ma guardiamo a Te e Ti ripetiamo: Ave, Porta del Cielo; ave, Stella del mare!

Salga a Te la nostra supplica, o Maria. Essa ti dica i nostri desideri, il nostro amore a Gesù e la nostra speranza in Te, o Madre nostra.

Ridiscenda la nostra preghiera sulla terra con abbondanza di grazie celesti. Amen.

Varzo, 22 Luglio 2007